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SULL'IMPORTANZA DELLA COLLABORAZIONE SCUOLA-FAMIGLIA (e perché NO al PDL Aprea) | Genitori Tortoreto
lunedì, 13 aprile 2009
Nel attuale contesto, tutti sapiamo che in alcune occasioni nei rapporti tra famiglia e scuola si sperimentano alcune difficoltà; comunque risulta indispensabile questa collaborazione tra le due parti, anche se non è facile la comprensione mutua.

Per capire l'importanza di questo "partnership" è sufficiente ricordare che una delle funzioni fondamentali della famiglia e della scuola è la stessa: l'educazione e maturazione dei bambini.

Per essere più concreti: L'Università di Illinois ha messo nero su bianco. Dopo anni di investigazione, hanno dimostrato che i bambini migliorano a scuola quando i genitori hanno una comunicazione frequente con i maestri.

Di sicuro non si riesce ad avere una buona comunicazione con 2 colloqui all'anno. Ecco perché una buona opportunità di collaborazione sono i Comitati Genitori, dove molte volte le mamme e i papà disponibili si offrono anche come volontari: Mensa, Biblioteca scolastica, organizzazione di feste per i piccoli, mettersi a disposizione per condividere con la classe le proprie conoscenze, per l'elaborazione di materiale didattico... ecc

Il disaccordo tra famiglia e scuola è condizionato da varie cause che, analizzando e riflettendo sulle stesse, ci aiuteranno a trovare una soluzione.

Le cause sono di due tipi: da parte della famiglie e da parte degli insegnanti.

Da parte delle famiglie:

La comodità: Esistono genitori che pensano di stare meglio a casa senza disturbarsi minimamente. La scuola, secondo loro, esiste proprio per dare qualche tempo di riposo ai genitori.

Inibizione: Molti genitori credono che le problematiche della scuola dei propri figli non sia di loro incombenza. Una specie di: "Non mi metto dove nessuno mi chiama".

Incapacità/Insicurezza: Alcuni genitori non collaborano perché pensano di non avere la preparazione adeguata. Ma se fossi imprescindibile essere pedagogista per crescere un bambino la popolazione mondiale si dimezzerebbe di un bel po.

Ignoranza: Alcuni genitori non sanno di poter collaborare. Dovrebbe essere la scuola ad orientare i genitori per fargli capire dove e quando dare una mano, nel rispetto delle normative.

Mancanza di tempo: Molti genitori non possono collaborare, non perché non hanno voglia ma perché veramente i molti impegni nega loro la possibilità. Ecco perché è importante fidarsi di quei genitori che s'interessano e possono dedicare del proprio tempo.

Indifferenza/Disinteresse: Credo che questa sia la motivazione più grave. La scuola dovrebbe lottare contro questo, coinvolgendo ed informando i genitori il più possibile.

Dalla parte docente:

Auto-concetto onnipotente: A volte il maestro crede di saperlo tutto e pensano che i genitori non sono in grado di "insegnarle" nulla. Crede di essere l'unica persona capace di educare i bambini. Questo dovrebbe sparire, non solo perché si tratta di un grave problema personale, ma un docente così potrebbe causare dei problemi ai bambini.

Paura a perdere il protagonismo: Molti insegnanti hanno paura di perdere il proprio protagonismo davanti ai bambini se i genitori sono "collaborativi". Ma la professione di maestro ha un ruolo nell'educazione dei bambini, non è l'unico a portarla avanti. I genitori hanno un altro ruolo e questi possono offrire altre prospettive.

Mancanza di tempo: Alcuni insegnanti si giustificano con questa scusa. Ma la collaborazione con i genitori fa parte del loro lavoro.

Sconoscenza: Alcuni insegnanti non sanno perché, come e/o in cosa potrebbero collaborare i genitori. Ma dovrebbero conoscere l'importanza di questo.

Esperienze negative: La maggioranza degli insegnanti che hanno avuto esperienze negative con i genitori non vogliono più avere a che fare con loro. Ma non si deve mai buttare la spugna, perché la collaborazione con le famiglie può anche aiutare nelle attività quotidiane del docente.

PROPOSTA:

Abbiamo capito che i genitori non solo possono ma devono partecipare nell'educazione dei suoi figli. Esistono molti vincoli tra famiglia e scuola, Midwinter (1973) suggerisce 4 fasi:

1) Presentazione: Il proposito è offrire ai genitori informazione sulla filosofia, indirizzo pedagogico e obiettivi della scuola, le attività ed il funzionamento generale.

2) Esposizione: Aprire la scuola all'opinione pubblica facilitando l'accesso, prendendo spunto dalle sue funzioni sociali ed educative, come mostre, rappresentazioni teatrali, attività sportive, ecc

3) Migliorare i locali: Assicurare che la scuola risulti attrattiva e offra uno spazio per le attività dei genitori, sia quelle di volontariato come le riunioni, ecc

4) Partecipazione: Far partecipare i genitori direttamente nel processo educativo mediante associazioni, comitati, rappresentazioni insieme ai bambini, corsi, dibattiti e, perché no, attività da fare in casa relazionate con l'educazione del bambino.


Infine, ci sono tante cose che si possono fare per migliorare il rapporto scuola-famiglia, se riusciamo a migliorare i rapporti, la collaborazione scuola-famiglia passerà da essere un'utopia ad essere una cosa di tutti i giorni. Credo che no dovremmo buttare la spugna, è di vitale importanza riuscirci.
postato da: patacona alle ore 16:15 | Permalink | commenti
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